InspireNext oggi vi presenta una caso veramante interessante: The Huffington Post e TheStreet.com
Mai sentiti nominare vero? In effetti non sono molto conosciuti qui in italia, ma riscuotono molto successo negli Stati Uniti. Sono due siti web di news, politica, economia e borsa. Ne esistono centinaia, a partire da Google (google news e finance) fino all’ultimo dei blogger nostrani (InspireNext compreso) , con l’unica differenza che questi siti hanno un valore stimato di 100 milioni di dollari!
The Huffington Post, che è stato creato da Arianna Huffington nel 2005, ha appena concluso una raccolta (il terzo round dalla creazione) di ben 25 milioni di dollari dai Venture capitalist di Oak Investement Partners, per ampliare la strategia e assumere nuovi redattori, portando alla valutazione totale della società intorno ai 100 milioni di dollari. (sito web: http://www.huffingtonpost.com/)
TheStreet.com, idea e creatura di Jim Cramer, fondato nel 1996, e attualmente quotato al Nasdaq (ticket: TSCM) è il sito di riferimento per la finanza e la Borsa americana. Nato come un semplice sito web, è cresciuto fino a diventare una vera e propria società multimediale che offre molteplici servizi informativi e finaziari tramite sottoscrizione. Il valore ad oggi della società è di 93 milioni di dollari.(sito web: http://www.thestreet.com/)
Il potere del web 2.0 e della pubblicità, creare un’audience ben precisa e fedele, che interagisce e collabora nella realizzazione dei contenuti dei siti web, per poi vendere agli investitori e agli inserzionisiti gli spazi pubblicitari sul web! La tendenza del giornalismo e dell’informazione sarà nei prossimi anni sempre più orientata al web, soprattutto tramite dispositivi mobili, iphone-like, e smepre più basata sull’interazione degli utenti.
Uno spazio in più per i giornalisti e la pubblicità? forse si, ma anche un maggiore spazio di libertà e la possibilità di ognuno di cercare, creare e verificare le notizie da più fonti. E forse la fine (o almeno il cambiamento) della tradizionale carta stampata, almeno come l’abbiamo spesso intesa in Italia.
Buona lettura!


